Categoria: Sicurezza sul Lavoro

INFORTUNIO IN STATO DI EBBREZZA

Category:articoli minori o temporanei,Sicurezza sul Lavoro

INFORTUNIO IN STATO DI EBBREZZA

La sentenza della Corte di Cassazione perché finalizzata ad individuare la responsabilità o meno del datore di lavoro nel caso in cui un lavoratore alle sue dipendenze si infortuni in azienda in uno stato di ebbrezza alcolica.

La condizione di ubriachezza di un lavoratore sul luogo di lavoro, ha sostenuto la suprema Corte in tale occasione, non è circostanza eccezionale e non prevedibile per cui il datore di lavoro può rispondere per l’infortunio allo stesso accaduto pure in presenza di uno stato di ebbrezza alcolica.

Il datore di lavoro, infatti, nell’affidare i compiti ai suoi lavoratori, deve tenere conto della loro “salute” oltre che della loro “sicurezza” ed è questa la ragione per cui la Corte di Cassazione stessa ha reso definitiva con questa sentenza una condanna per omicidio colposo nei confronti di un datore di lavoro colpevole di non avere vigilato sulle condizioni nelle quali il lavoratore poi infortunatosi si era messo al lavoro.

La Corte suprema mette in evidenza che non è possibile trarre indicazioni univoche in merito al fatto che la valutazione dei rischi debba contemplare anche quelli connessi alle abitudini sociali e/o individuali del lavoratore.

Se così fosse, ciò varrebbe oltre che per l’alcol dipendenza (che solo in alcuni casi è oggetto di sorveglianza sanitaria) anche per la sola assunzione di sostanze alcoliche.

Si ricorda inoltre che l’art. 15 della legge n. 125/2001 vieta la somministrazione e l’assunzione sul lavoro di bevande alcoliche e superalcoliche per le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro

Si ricorda inoltre che l’art. 41 comma 4 D. Lgs. n 81/2008 prevede la sorveglianza sanitaria diretta all’accertamento di condizioni di alcol dipendenza (e di tossicodipendenza).

Non va inoltre ignorato che l’art. 18 lett. c) del D. Lgs. n. 81/2008 dispone che il datore di lavoro ed il dirigente “nell’affidare i compiti ai lavoratori” deve “tenere conto della capacita e delle condizioni degli stessi, in rapporto alla loro salute e alla sicurezza” con l’obiettivo di assicurare che il lavoratore sia in condizioni che permettano lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa.

Siamo a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti. 011.8227880 oppure formazione@netsrl.net

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LA NUOVA SEGNALETICA DI SICUREZZA

Category:Normativa,Sicurezza sul Lavoro

 

Norma tecnica UNI EN ISO 7010:2012

Nell’attuale economia globale è importante che le norme siano armonizzate a livello internazionale. Ad esempio permettendo che un cartello, un pittogramma, siano correttamente riconosciuti dai lavoratori indipendentemente dalla lingua e dalla cultura di origine.

In questo senso è bene segnalare che, ad oggi la nuova normativa UNI EN ISO 7010:2012 sulla segnaletica di sicurezza non vieta la circolazione dei segnali già contenuti nel Decreto legislativo 81/2008 (da allegato XXIV a XXXII).

E dunque riguardo alla segnaletica già installata non c’è obbligo di modifica.

È tuttavia possibile sostituirla con i nuovi cartelli e pittogrammi in conformità con quanto indicato dal Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (All. XXV, punto 1.3):

Il Datore di Lavoro dovrà prevedere alla predisposizione di segnaletica adeguata.

Il quadro sanzionatorio previsto per il datore di lavoro nel caso di violazioni è il seguente:

  • ammenda da € 2.500 a € 6.400
  • arresto da tre a sei mesi.

 

 

Il nostro ufficio tecnico è a Vostra disposizione allo 011.8227880 oppure tecnico@netsrl.net

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CORSO PAV + PES + PEI – RISCHIO ELETTRICO a TORINO

Category:Addestramento Lavoratori,Formazione,Sicurezza sul Lavoro

 

Corsi di formazione per Addetti all’Esecuzione dei Lavori Elettrici PAV/PES/PEI a TORINO

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L’entrata in vigore del Testo Unico sulla sicurezza, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. ha reso obbligatorio (ex art. 82) che l’esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica. Nel caso specifico la normativa di riferimento è la norma CEI 11-27, 3° edizione, che fornisce tra l’altro gli elementi essenziali per la formazione degli addetti ai lavori elettrici.

Tale norma prevede che il datore di lavoro attribuisca per iscritto il livello di qualifica ad operare sugli impianti elettrici che può essere di persona esperta (PES), persona avvertita (PAV) ed idonea ai lavori elettrici sotto tensione (PEI).

La norma CEI 11-27 fornisce quindi sia prescrizioni che linee guida al fine di individuare i requisiti minimi di formazione, in termini di conoscenze tecniche, di normative e di sicurezza, nonché di capacità organizzative e d’esecuzione pratica di attività nei lavori elettrici, che consentono di acquisire, sviluppare e mantenere la capacità delle persone esperte, avvertite ed idonee ad effettuare in sicurezza lavori sugli impianti elettrici.

Le sanzioni previste a carico del datore di lavoro e dei dirigenti, in caso di violazione degli obblighi sopraccitati, sono particolarmente severe: la pena è l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 €.

Il corso di formazione si rivolge quindi agli elettricisti addetti ai lavori di installazione e manutenzione degli impianti elettrici fuori tensione e in tensione su impianti fino a 1000 Vc.a. e 1500 Vc.c.

Il programma del corso:

Disposizioni legislative in materia di sicurezza per i lavori elettrici;

  • Norme tecniche di riferimento per l’esercizio e la manutenzione di impianti elettrici;
  • Figure, ruoli e responsabilità delle persone addette ai lavori elettrici;
  • Valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione;
  • Shock ed arco elettrico: effetti sul corpo umano;
  • Cenni di pronto soccorso;
  • Attrezzature e dispositivi di protezione individuali;
  • Trasmissione e scambio di informazioni;
  • Documentazione di supporto;
  • Corretta metodologia per l’esecuzione dei lavori elettrici fuori, in prossimità e sotto tensione;
  • Prova finale di apprendimento.

 Al termine del corso ad ogni azienda verranno trasmessi in busta chiusa gli elaborati finali compilati dai partecipanti con i relativi risultati.

Il datore di lavoro conferirà ai sensi della Norma CEI EN 50110 e della Norma CEI 11-27/1, il riconoscimento di Persona esperta (PES) o di Persona avvertita (PAV), nonché l’attestazione della “idoneità” a svolgere lavori “sotto tensione su impianti a bassa tensione”.

 

 Ufficio Formazione: 011/8227880, mail: formazione@netsrl.net

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DIVIETO DI ASSUNZIONE ALCOOL NELLE ATTIVITA’ LAVORATIVE

Category:Normativa,Sicurezza sul Lavoro

 

 

PROCEDURE PER LA VERIFICA DEL DIVIETO DI ASSUNZIONE E SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE E SUPERALCOLICHE NELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE

 

–       Delibera della Giunta Regionale n. 21-4814 del 22.10.2012;

–       Legge n. 125 del 30.03.2001;

–       intesa Stato – Regioni del 16.03.2006.

 

Nelle attività lavorative a rischio individuate dall’Intesa Stato – Regioni del 16.03.2006 è necessario attivare la sorveglianza sanitaria, nominando un medico competente, ciò anche nel caso non vi siano altri rischi lavorativi che comportino tale obbligo.

Il Datore di Lavoro dovrà integrare il Documento di Valutazione dei Rischi con l’elenco dei lavoratori adibiti alle mansioni a rischio e l’indicazione delle azioni preventive e di promozione della salute da attuare in riferimento ai rischi connessi all’assunzione di alcol che verranno portate a conoscenza di tutti i lavoratori adibiti a lavorazioni a rischio.

Il Datore di Lavoro dovrà prevedere l’applicazione delle seguenti misure di prevenzione :

•  informazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti, dei dirigenti e dei preposti sullo specifico rischio;

•  informazione dei lavoratori sul divieto di assumere alcolici prima di iniziare l’attività lavorativa a rischio, anche se al di fuori dell’orario di lavoro, in quanto gli effetti di tale assunzione possono comportare un rischio infortunistico aggiuntivo; si deve precisare che il riscontro di un’alcolemia positiva comporterà comunque un temporaneo allontanamento dalla mansione a rischio a seguito della formulazione del giudizio di non idoneità temporanea formulato dal medico competente ;

•  divieto di somministrare o assumere bevande alcoliche negli ambienti e nelle attività di lavoro, tramite l’adozione di disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro (ex artt. 18, c. 1 lett. f), 19, c. 1 lett. a) e 20, c. 2 lett. b) e art. 111 c. 8 del D.lgs. 81/08;

•  sorveglianza sanitaria finalizzata ad escludere eventuali condizioni di alcol-dipendenza e alla verifica del rispetto del divieto di assunzione di bevande alcoliche attraverso l’esecuzione di test alcolimetrici senza preavviso, sia in campioni predefiniti di lavoratori, selezionati in modo randomizzato, con documentazione dei risultati ottenuti, che nei casi in cui si sospetti l’avvenuta assunzione di alcolici;

Il Datore di Lavoro per le mansioni a rischio deve vietare la somministrazione di bevande alcoliche in ogni luogo (mensa, spaccio aziendale, distributori automatici, ecc.) e in ogni tempo di lavoro e formalizzare il divieto con una comunicazione scritta al lavoratore.

Inoltre dovrà instaurare un sistema di verifiche periodiche per valutare il rispetto del divieto e per adottare eventuali azioni correttive.

Il divieto deve necessariamente essere inteso come divieto di assunzione e somministrazione durante e nelle ore precedenti l’orario di lavoro.

La ricerca di eventuali condizioni di alcol-dipendenza, in funzione della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, è un atto clinico di esclusiva pertinenza del MC, eventualmente coadiuvato da medici specialisti dei servizi alcologici dei DPD. L’invio del lavoratore ai servizi alcologici dei DPD ricade nell’ambito della richiesta di accertamenti diagnostici prevista dal comma 5 dell’art. 39 del D. Lgs. 81/08.

Se l’accertamento per alcol-dipendenza risulta positivo, il MC emette il giudizio di NON idoneità temporanea allo svolgimento della lavorazione a rischio e lo trasmette al lavoratore e al datore di lavoro.

Il lavoratore dovrà temporaneamente essere adibito da parte del Datore di Lavoro o del dirigente allo scopo delegato, ad altra mansione non a rischio o, se ciò non fosse possibile, dovrà essere allontanato dal lavoro, al fine di evitare il rischio infortunistico conseguente alla sua condizione.

Per principio di precauzione lo stesso provvedimento verrà adottato in caso di rifiuto del lavoratore a sottoporsi all’accertamento, ferma restando la sanzionabilità di tale comportamento. Conseguentemente, il MC dichiarerà che “non è possibile esprimere giudizio di idoneità per impossibilità materiale ad eseguire gli accertamenti sanitari” e il Datore di Lavoro provvederà a sospendere in via cautelativa il lavoratore dalla mansione a rischio.

Il lavoratore deve essere sempre informato, anche per iscritto, sui risultati degli accertamenti e sulle conseguenze degli stessi.

Il Datore di Lavoro deve garantire, attraverso il MC, il controllo alcolimetrico dei lavoratori rientranti nell’elenco delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro comprese nell’Intesa Stato-Regioni del 16.3.2006.

Il Datore di Lavoro o il dirigente allo scopo delegato, comunicheranno al MC, per iscritto, l’elenco nominativo dei lavoratori da sottoporre al controllo, provvedendo a garantire le condizioni di estemporaneità ed imprevedibilità dei controlli.

Tali accertamenti, svolti secondo procedure predefinite, condivise con i RLS e preventivamente comunicate a tutti i lavoratori, saranno effettuati senza preavviso nell’ambito dello svolgimento della lavorazione a rischio.

Il controllo alcolimetrico dovrebbe essere previsto con frequenza almeno annuale o, in situazioni di livello di rischio limitato, su almeno un terzo all’anno di lavoratori addetti alle lavorazioni a rischio di infortunio, scelti sulla base di criteri di casualità, fermo restando il controllo di tutti i lavoratori che effettuano tali lavorazioni nell’ambito di un triennio.

Di seguito si riporta schema di procedura da attuarsi in caso di gestione di singoli casi di lavoratori in sospetto o evidente stato di intossicazione acuta da alcol.

Lo schema della procedura potrebbe prevedere quattro step:

  1. quando allontanare il lavoratore dal posto di lavoro;
  2. da chi farlo riaccompagnare a casa;
  3. con quali modalità;
  4. provvedimenti disciplinari da attuare.

Tale regolamentazione dovrà essere reso noto a tutti i lavoratori.

Potrebbe essere opportuno identificare all’interno della azienda un addetto, ad esempio tra il personale componente la squadra di primo soccorso, da formare sulle più adeguate modalità di comportamento e comunicazione nei confronti di lavoratori in caso di sospetto o evidente stato di alterazione per assunzione di bevande alcoliche.

 Nel caso di sospetto di alcol-dipendenza nel corso di sorveglianza sanitaria da parte del MC è necessario l’invio ai servizi alcologici dei DPD per consulenza specialistica.

Con l’invio ai servizi alcologici il MC, nell’ambito di quanto previsto dal comma 5 dell’art. 39 del D. Lgs. 81/08, richiede, con oneri a carico del datore di lavoro, una consulenza specialistica alcologica al fine di ottenere una valutazione diagnostica rispetto alla dipendenza e l’eventuale proposta di immediata presa in carico, qualora ritenuto necessario.

La L. 125/01 non distingue la fattispecie “lavoratore autonomo” dal lavoratore dipendente pertanto anche il lavoratore autonomo ha l’obbligo di non assumere alcolici se svolge le lavorazioni di cui all’accordo Stato-Regioni.

Per quanto attiene la sorveglianza sanitaria, questa costituisce ai sensi dell’art. 21 comma 2 lettera a) del D. Lgs. 81/08, una facoltà del lavoratore autonomo.

Le modifiche introdotte dal D. Lgs. 106/09 all’allegato XVII del D. Lgs. 81/08, che indica tra i documenti da esibire da parte del lavoratore autonomo gli “attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria ove espressamente previsti dal presente decreto legislativo”, determinano la conseguenza che un lavoratore autonomo può anche non sottoporsi a sorveglianza sanitaria per i rischi alcol correlati, ma in tal caso il committente non può legittimamente affidargli tali lavori

Il quadro sanzionatorio previsto per il datore di lavoro nel caso di violazioni è il seguente:

  •  ammenda da 2.000 a 6.600 €

Net è a disposizione per eventuali chiarimenti. info@netsrl.net

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Consulenza Sicurezza sul Lavoro – Global Safety – RSPP ESTERNO

Category:Sicurezza sul Lavoro

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Esterno – RSPP Esterno

Net effettua per conto delle Aziende Committenti un servizio di ConsulenzaGlobal Safety” teso ad ottemperare a tutta la normativa riguardante la Sicurezza sul Lavoro a TORINO.

L’attività viene svolta prevalentemente assolvendo al ruolo di RSPP Esterno o supporto al RSPP Interno da parte dei propri tecnici ed ingegneri. Questa scelta è preferita, in quanto con tale procedura l’azienda committente è certa di affidare a tecnici di provata esperienza la gestione di ottimale delle attività obbligatorie. La formula messa a punto dalla nostra Società consente, attraverso piccoli pagamenti mensili, di assolvere a quanto previsto dall’art. 33 del D.Lgs. 81/2008 sia in margine alla specifica normativa che a quella sull’antincendio, il primo soccorso e norme ad esse afferenti, avendo la certezza di gestire la documentazione opportuna tenendola sempre aggiornata alle ultime disposizioni di Legge.

Questa modalità consente di delegare in esterno sia la responsabilità specifica che tutta la redazione della documentazione (D.V.R. completo delle valutazione specifiche), la formazione a carico del RSPP e i rapporti con gli OO.VV. quali ASL, Isp. Lavoro ecc..

Per informazioni ulteriori contattare : tecnico@netsrl.net – 011.8227880

 


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