La Manutenzione fattore chiave della Sicurezza sul Lavoro

La manutenzione è sempre più un fattore chiave nella gestione efficace della Sicurezza sul Lavoro.

Come ricordato anche nella campagna europea del 2010/2011 sulla manutenzione sicura, nei luoghi di lavoro la manutenzione ha fondamentali ripercussioni sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori in molti modi:

  • la manutenzione è essenziale per mantenere apparecchiature, impianti o luoghi di lavoro in condizioni di sicurezza e affidabilità;
  • la manutenzione deve essere eseguita in sicurezza, tutelando adeguatamente gli addetti alla manutenzione e tutte le altre persone presenti sul luogo di lavoro.

Quali sono i rischi di una manutenzione carente o scarsa? Quali sono i pericoli a cui possono essere esposti i lavoratori durante la manutenzione? Come progettare una manutenzione sicura?

Gli argomenti trattati nell’articolo:

  • I pericoli per gli addetti alla manutenzione

  • Quando la manutenzione è carente o scarsa

  • Come progettare e verificare la manutenzione

I pericoli per gli addetti alla manutenzione

Nel documento si sottolinea che gli addetti alla manutenzione, “svolgendo una vasta gamma di attività di tipo diverso, possono essere esposti a numerosi pericoli sul lavoro, tra cui:

  • pericoli fisici (rumore, vibrazioni, calore e freddo eccessivi, radiazioni, elevato volume di lavoro fisico);
  • pericoli chimici (fibre di asbesto, fumi di saldatura, esposizione a sostanze pericolose in spazi limitati);
  • pericoli biologici (legionella, leptospirosi);
  • pericoli psico-sociali (scarsa organizzazione del lavoro)”.

 

In particolare riguardo ai pericoli fisici, gli addetti alla manutenzione “sono risultati avere una più elevata esposizione rispetto al resto della popolazione lavorativa attiva, in particolare: al rumore, alle vibrazioni, a diversi tipi di radiazioni, al calore in estate, al freddo in inverno e all’umidità”. E sono risultati anche “tra i più esposti alle sostanze pericolose, ai vapori e alle esalazioni”.

I dati mostrano, infatti, che “le percentuali di infortunio durante i lavori di manutenzione variano da paese a paese, mantenendosi tra il 15% ed il 20% di tutti gli infortuni”.

Inoltre un altro rilevante dato fornito riguarda gli infortuni mortali: “circa il 10-15% di tutti gli infortuni mortali si sono verificati durante l’esecuzione di operazioni di manutenzione”.

Si segnala poi che la maggior parte degli infortuni connessi alla manutenzione “si sono verificati nelle imprese manifatturiere, edili, immobiliari e commerciali” (con riferimento anche a sottocategorie come ‘manutenzione e riparazione di macchine per uffici, strumenti contabili e informatici’ e ‘pulizia industriale’), “nel settore dell’erogazione di elettricità, gas e acqua e, in alcuni paesi, anche nel settore dell’istruzione”.

E la maggior parte degli infortuni si sono verificati “durante attività di manutenzione correttiva”.

Ricordiamo che la manutenzione correttiva è quella tipologia di manutenzione, diversa dalla “manutenzione preventiva”, che è volta “a riparare un sistema per renderlo nuovamente funzionante” e che è intrapresa “quando si verifica un guasto imprevisto”.

Sempre in relazione agli infortuni si segnala anche che “gli addetti alla manutenzione sono stati le seconde vittime più frequenti di infortuni connessi al subappalto, subito dopo gli operai del settore edilizio”.

Riguardo invece alle malattie professionali alcuni studi indicano che le malattie e i problemi di salute connessi con il lavoro – ad esempio “asbestosi, cancro, problemi di udito e disturbi muscolo-scheletrici” – sono “anch’essi più diffusi fra i lavoratori impegnati in attività di manutenzione” (dati EU-OSHA).

Quando la manutenzione è carente o scarsa

Tuttavia anche la mancanza di manutenzione o l’inadeguatezza della manutenzione effettuata “possono essere causa di situazioni pericolose, infortuni e problemi di salute”.

Ad esempio i guasti causati da una manutenzione carente a veicoli, macchine industriali, macchine agricole, impianti elettrici e idrici, estintori e protezioni antincendio, luoghi di lavoro “possono essere causa di conseguenze dannose” sia per gli esseri umani che per l’ambiente.

Come progettare e verificare la manutenzione

Un aspetto importante, su cui si è soffermata in passato anche la campagna europea sulla manutenzione sicura, è l’importanza della pianificazione delle attività di manutenzione.

 

Infatti il processo di manutenzione “dovrebbe iniziare durante la fase di progettazione di un’apparecchiatura o di un impianto o durante la fase di pianificazione di un’attività”.

Ed è essenziale – continua il documento – “mettere in atto adeguate procedure di valutazione dei rischi per le operazioni di manutenzione, nonché adottare opportune misure di prevenzione al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impegnati in simili attività”.

 

Non è, tuttavia, sufficiente una idonea pianificazione dell’attività e analisi dei rischi. Sono anche necessari, una volta portate a termine le operazioni di manutenzione, “controlli speciali (verifiche e ispezioni) per garantire che la manutenzione sia stata effettuata correttamente e che non siano stati creati nuovi rischi”.

In definitiva durante l’intero processo, “una buona gestione della manutenzione deve assicurare che la manutenzione sia coordinata, programmata ed eseguita correttamente come pianificato, e che le apparecchiature o il luogo di lavoro siano lasciati in condizioni di sicurezza tali da consentire il proseguimento delle operazioni”.

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta anche varie informazioni sulle soluzioni per una manutenzione sicura, con particolare attenzione alla manutenzione delle attrezzature, degli impianti e dei dispositivi di protezione individuale.

Articolo tratto da :

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici, “ La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”, a cura di Giovanni Luca Amicucci, Maria Teresa Settino e Fabio Pera (DIT, Inail), edizione 2019 (formato PDF, 1.43 MB).

 

 

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